Archivi categoria: Varie & Eventuali

Veg e sto.

Io sono vegetariana.

Non vegana o crudista: VE GE TA RIA NA!

E me ne vanto e voi che non lo siete e mi guardate come fossi un’aliena: mi state sulle palle! Ma non perché non lo siete ma perché mi guardate come fossi una strana. Gli strani siete voi!

Lotto con questa cosa da 20anni, ho incontrato di tutto “quindi non mangi carne… e il pesce?”; “No, sono arancini al burro, con il prosciutto… mica è carne!” “Scusi sig.na ma che c’è venuta a fare a ristorante se non mangia niente?!”… e chi sarebbe la strana??? Io??? Non credo proprio.

Ma poi io non scoccio, vado ovunque, mi metto lì, studio il menù e cerco di trovare qualcosa che mi piace e, soprattutto, che prima di mangiarlo non camminava o nuotava felice una pozza di acqua!

Provate voi a rispondere sempre le stesse cose al perché non mangio carne e pesce; provate voi a mantenere la calma quando vi guardano come una scesa da Marte; provate voi a non sbroccare quando tentano di darvi motivazioni scientifiche, che non conoscono; provate voi a non dire col cuore, urlando “mi aveteeee rottooooo le palleeeee (che non ho) voi e le vostre proteine animali del cavolo (che poi è vegetale!)”!

Get married

Un anno pieno di matrimoni famosi questo eh?!

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia.

Un anno pieno di matrimoni famosi che si sono svolti in Italia e di cui ai più non importa una mazza.

E, d’altronde, come dar loro torto?!

Ricapitoliamo: di ieri il matrimonio di Clooney a Venezia; un paio dì settimane fa si  sposata la Canalis ad Alghero;primala Kardashian (che c’ho messo un mese a capire chi era e ancora non lo so) a Firenze; e il lord inglese in Puglia, come la ricca indiana che ha portato Bollywood a Fasano; e Ramazzotti a Palazzo Reale e ancora e ancora.

Bene, a parte me che sono sempre incuriosita (in maniera quasi morbosa) dai vestiti di tutti, di cui dirò a breve, quello che mi viene da dire è W l’Italia e la sua meravigliosa bellezza!

Sono una di quelle che al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio e caio”, pensa a quanto i suddetti matrimoni ci ricordino in quale paese meraviglioso viviamo. Se uno che può spendere quello che vuole, e farlo in qualsiasi posto del mondo, decide di farlo proprio in Italia, beh secondo me dobbiamo esserne solo orgogliosi! Perché, diciamocelo francamente, ma dove lo troviamo un altro paese dove c’è mare caraibico e non, montagna, lago, scogliere, laguna e chi più ne ha più ne metta il tutto condito da una cucina ottima e da un clima assolutamente perfetto?! Quello che manca a noi è il nazionalismo, l’autocompiacimento, la consapevolezza, la determinazione nel promuovere il nostro patrimonio.

Quello che vedo io in questi matrimoni è quello che vede il barcaiolo di Venezia e cioè che “il matrimonio di Clooney ha portato più lavoro in tre giorni dell’intera mostra del cinema”; è così ha fatto il matrimonio dell’indiana a Fasano, che ha dato da mangiare a mezza Penisola.

Smettiamola di fare i “piagnoni” e godiamoci e “sfruttiamo” le meraviglie che Dio, per chi ci crede, ci ha regalato.

Siamone orgogliosi, cerchiamo di guardare al di là del “chi se ne frega che si è sposato tizio o caio” e W l’Italia!

E’ anche in questo modo che si muove l’economia; è anche in questo modo che ci facciamo conoscere nel mondo; è anche in questo modo che possiamo liberarci dall’etichetta di “mafia, pizza e mandolino” che ci hanno affibbiato; è anche in questo modo che affermiamo la moda nel mondo. E sì, perchè George vestiva Armani… lei pare di no… pare McQueen ma, come ho già detto alla Canalis, Amal ma me voj fa vede’ il vestito?! Che ti sei sposata a fare, in Italia giunta, sennò?! E la prossima volta  che ti sposi, che fai un addio al nubilato, che decidi di scegliere Alexander Mcqueen stai attenta che il tuo vestito  già l’aveva indossato Michele Obama… tutto io vi devo dire?!
IMG_4135.JPG

Lunga vita…

È appena finita una settimana difficile: vai su e giù per l’Italia, sei stanca, proprio ti si chiudono gli occhi, hai mal di testa, la nausea per la stanchezza. Ovviamente non hai voglia di fare niente: solo dormire. Quando ti arriva il primo messaggio “che facciamo stasera?” l’istinto sarebbe quello di dire “niente, IO VOGLIO DORMIRE!”; ma poi ti fermi, rifletti, pensi che la giornata è ancora lunga e che, soprattutto, hai in programma di andare in palestra e sai che le cose cambieranno.
E cambiano.
La palestra è quel luogo in cui fino a che non vai pensi di stare bene, ti piace passare quell’ora libera a riposarti sul divano ma quando la scopri non la puoi più lasciare!
Arrivi lì di corsa, distrutta, ne esci sudata ma con una carica che non hai neanche dopo 10 caffè.
Io poi odio le palestre tipo fabbrica, quelle con donne truccate per l’occasione e uomini ercolini. Vado da anni in una che ha come caratteristica principale la bravura degli insegnanti, cade un po’ a pezzi, ma in tutte le discipline trovi l’istruttore/ trice che ti cattura! Lo so perché, essendo una che si annoia facilmente, ogni paio di anni mi devo inventare una cosa e allora sono passata dallo step, all’acqua gym, al pilates per ricominciare il giro.
E ora ho trovato uno scricciolo di insegnante che ha una energia che pensi “ma dove la tiene?!”; e poi un gruppo che si unisce nel sudore e così passo quell’ora a non pensare ad altro che a coordinare i movimenti; a non pensare ad altro che a me; a ripetermi soltanto “lunga vita alla palestra!”.
Pensateci, provateci, non ve ne pentirete!
PS: Tanto per la cronaca, dopo mi si era fatto giorno, sono uscita ed ero pronta a fare nottata…e più o meno l’ho fatta!

Bleah!

Allora, un po’ di tempo fa vi ho parlato del libro del mio amico scrittore che speriamo esca presto. Ora il protagonista (credo, non so bene perché con 50 pagine che vuoi capire!?) comunque lui, da piccolo, comincia a tenere un taccuino e in questo taccuino scrive tutte le cose che gli fanno schifo.

Ecco, io penso a lui tutte le volte che:

  1. vado nel bagno dell’ufficio a lavarmi i denti e trovo capelli nel lavabo, è una cosa che trovo disdicevole, mi fa orrore;
  2. sento l’odore di chi ha appena fumato;
  3. vedo quelli che bussano nel cocomero come se dovesse aprirgli qualcuno atteggiandosi a grandi esperti ortofrutticoli (più che schifo è fastidio!);
  4. odiano gli animali ma non sanno che sono molto più umani dei loro figli;
  5. si rifanno dal chirurgo plastico al punto tale che la bocca arriva agli occhi e gli zigomi sembrano dei gommoni;
  6. sento dell’arresto di quel porco dell’arcivescovo accusato di pedofilia. E poi scopro che rischia 6/7 anni di carcere. EHHHHH?! Solo! In questo caso, però, è più dello schifo è un misto di odio, ribrezzo e rabbia tutta insieme e crepa;
  7. vedo, anche in tv: topi, scarafaggi e farfalle notturne;
  8. vedo gente che giustifica il ragazzo che ha ucciso con un pugno il coetaneo pakistano perchè “mi ha sputato e ho reagito”…. EHHHH?! Uno ti sputa (per quanto schifo ti possa fare) e tu l’ammazzi?! E pure qua non basta parlare di schifo e non tanto per il ragazzo quanto per quelli che lo giustificano;
  9. vedo le unghie dei piedi rovinate e senza smalto con sandali, per le donne ovviamente;
  10. vedo quelli che si preoccupano più della reputazione che della propria coscienza.

Per ora mi fermo a 10 (come i comandamenti… sapete quanto sono religiosa!).

Per amor di verità vi devo dire che un paio di queste “schifate” non sono mie… solo per amor di verità, sta a voi trovare l’intruso, il quale mi ha poi specificato che tra i vari personaggi “schifosi” salva quello che ha lasciato un biglietto su una macchina con scritto “volevo fregarti l’autoradio, poi ho visto i cd di Gigi D’Alessio e mi hai fatto pena”.

🙂

 

 

Caro amico ti scrivo…

Oh, ragazzi, a quanto pare io sono una brutta persona.

Sono quella che rosica se un amico si fidanza o ha una tresca; sono quella che elimina la gente dai gruppi; sono una persona cattiva, se potete evitatemi.

Sospettavo di essere così, ma ne ho avuto conferma da poco.

E che volete fare?! Ognuno è come è. Io sono così.

Mi dispiace per chi di voi pensava che fossi una brava; una mediamente simpatica e mediamente disponibile; una che ascolta più che raccontare; mi dispiace.

Davvero non è così, ne sono rammaricata.

A quanto pare sono proprio quella a cui non frega niente dell’amicizia, che non ti sta a sentire, che non ti aiuta nei momenti di difficoltà; piuttosto sono: pettegola, arrogante, carismatica (in un’accezione negativa diciamo).

Meglio perdermi che trovarmi; ma due paroline due a mia difesa mi sento di doverle dire, ma proprio due.

E dunque.

“Caro amico ti scrivo che:

  • mai e poi mai elimino la gente dai gruppi siano essi virtuali o reali. Non è in mio potere, potessi farlo, eliminerei me prima degli altri;
  • non mi arrabbio mai senza motivo. Un motivo c’è sempre, che può essere anche banale, ma che magari, sommato a uno, più uno, più uno motivi banali, diventano cento piccoli motivi banali e ne fanno uno serio;
  • non rosico dove non c’è da rosicare. Se una persona mi “piace” glielo faccio sapere io (e tu lo sai!), senza far partire pettegolezzi inutili. La complicità non implica per forza l’innamoramento, a me è chiaro, a te no, forse;
  • prima di chiedere aiuto, faccio mille tentativi; se chiedo aiuto è perché ho bisogno e non accetto in risposta una bugia. La verità premia sempre;
  • se a qualcuno vuoi bene, alzi la cornetta e parli anche solo per dire “brutta stronza” non aspetti che terzi ti contattino per far sapere poi cose. Abbiamo superato da un pezzo i quindici anni. Perché non lo faccio io?! Ma semplicemente perché non ho litigato con nessuno, io.

Cari saluti, saluti cari“.

Ecco, e ora sì che sono una brutta persona.

Evitatemi, se potete (ma magari continuate a leggermi, che mi fa sempre piacere! 🙂  ).

PS: ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

E non finisce mica il cielo

Per due giorni avere in testa una canzone che è spuntata così, senza motivo.

Per due giorni canticchiarla senza sapere perché.

Per due giorni dire “ora la sento” e poi non farlo mai.

Per due giorni e poi, finalmente, convincersi ed ascoltarla ed eccola lì che ti esplode nelle orecchie e poi nel cuore.

Mi succede ogni tanto e questa volta è toccata a E non finisce mica il cielo con la voce strabiliante di Mia Martini.

Vi invito a riascoltarla.

Dio santissimo: che voce, che melodia, che parole, che tutto.

Fuochi d’artificio che ti esplodono nelle orecchie e poi sul collo e poi i brividi in testa e nel cuore.

E a chi non è capitato di pensare che finisce il cielo se manca lui (o lei); a chi non è capitato di sentirsi perso nel mondo e, invece, poi capire che “non finisce mica il cielo anche se manchi tu” piano piano.

E poi ancora capire meglio che, non solo non finisce il cielo, ma che, aspettando, ci si riscopre “ancora sulla strada” e si ritorna in sé.

Ammazza, ragazzi, che storia. Ammazza che grande Fossati e che meraviglia quella Mia Martini.

E a chi oggi sta pensando che se manca lui (lei) finisce il cielo, ho la prova provata che non è così. Ho la prova provata che si sopravvive e poi si rinasce e poi si vive e poi si torna “ancora sulla strada” e mica lo dico solo io lo dicono pure Fossati con la Martini.

Se non vi fidate di me, fidatevi di loro.

E non finisce qui…

Tutte le mattine salgo sulla vespa e mi parte una filippica su chi circola per strada: automobilisti; pedoni; motociclisti; scooteristi; ciclisti.
Tutte le mattine scendo dalla vespa e mi scordo la filippica ma oggi siete fortunati, perché me la sono ricordata.
Allora, ho bisogno di dare qualche “indicazione stradale”.
Cominciamo.
1) A voi che circolate su strada hanno insegnato l’uso della freccia di direzione?! Sapete cos’è quella lucetta che lampeggia quando girate a destra o a sinistra?! No, perché è una delle prime cose che ti insegnano quando si prende la patente ma mi pare anche una di quelle cose che si scordano più facilmente! Ma io dico: cosa vi costa muovere quella levetta e indicare dove minchia state andando??? Che cosa vi costa???
2) Cari amici motociclisti, avete mai notato che la vostra BMW in realtà non è una moto ma ha la larghezza di una Smart?! Ecco, è inutile che cercate di infilarvi dove mai potreste entrare, così non solo non passate voi ma manco tutti quelli che vi stanno dietro. (Stesso discorso vale per i vari scooter con seduta in poltrona -vedi Tmax!).
3) Tu vecchietto che porti la macchina come facessi una passeggiata, abbi pietà di noi ed esci alle 3 di pomeriggio quando le strade sono vuote, non quando puoi creare un trenino che manco a capodanno!
4) Va bene l’ecologia, va bene l’inquinamento da combattere, ma Roma è una metropoli e la pista ciclabile è troppo corta quindi: o prendete la bici per fare passeggiatina su ciclabile a tempo perso o VI SEGNALATE perché se voi volete morire non è che il guaio lo posso passare pure io solo perchè di notte non vi siete segnalati e siete più neri del nero sulla vostra bicicletta!
5) Se trovate parcheggio, segnalate che state parcheggiando!!! Non inchiodate sulla carreggiata e… SBRIGATEVI, che non ci si puoi mettere un’ora per entrare in un parcheggio!
6) Ricordo che la doppia fila NON è un parcheggio; NON si possono tenere sequestrate le persone perché voi dovete comprare il pane!
7) A Roma c’è traffico, si sa, che senso ha suonare quando stiamo tutti incolonnati in fila indiana;
8) vi ricordo quanto già detto: la SMART non è un motorino, vedi punto 2);
9) l’auricolare è in dotazione con il telefono, è comodo, si sente meglio e vi permette di non distrarvi mentre guidate… cosa caxxo vi costa indossarlo??? Cosa???
10) le strisce pedonali esistono, usatele, da pedoni non vi buttate alla cieca in mezzo alla strada… corriamo il rischio di evitarvi quando sarebbe giusto aiutarvi nel suicidio. Maledetti!
(To be continued…)

Take your time

É una settimana ormai che è iniziato settembre ed è da una settimana che sento e leggo i buoni propositi da iniziare con questo mese, partito, peraltro, di lunedì quindi meglio di così si muore!

Non so perché settembre, o meglio, lo so: è un po’ come gennaio che è un “inizio” ma settembre di più; è sempre stato un “nuovo inizio”. Non so bene perché, sicuramente c’entra il retaggio scolastico, sicuramente c’entra il fatto che uno torna dalle vacanze; fatto sta che tutti sono pronti a ricominciare di slancio in questo nono mese dell’anno.

E io?! E io… boh! Io…

  • cerco di sopravvivere;
  • mi attacco al Dio delle piccole cose per ricominciare nella mia routine, tipo cercare di ricordarmi che sulla vespa ci vuole il casco e cercare di ricordarmelo prima di salirci, il che, vi assicuro, non è facile;
  • faccio liste e le disfo;
  • cerco di farmi piacere lo svegliarmi la mattina inventandomi nuovi look per andare in ufficio. In particolare, cercando di trovare nell’armadio tutte le sfumature di colore da abbinare alla nuova borsa di Cruciani, arrivata a fine luglio e poco usata;
  • mi sforzo di farmi venire la voglia di tornare in palestra, ipotizzando attività fisiche mai provate che mi aiutino a riattivare i muscoli in beato relax;
  • mi ingegno a trovare soluzioni, che purtroppo non ci sono, per aiutare le mie amiche del cuore a superare momenti difficili e impazzisco perché non ci riesco, perché non sempre c’è una soluzione, perché bisogna solo aspettare che “passi la nottata”;
  • ipotizzo il prossimo viaggio, le prossime ferie, il prossimo week end e simulo andate e ritorno da Marte;
  • faccio i miei buoni propositi, tra cui quello di stare lontano da persone che ti chiamano e non ti chiedono manco “come stai?” perché sono troppo prese da sé;
  • esigo di mantenere la mia tranquillità e la mia voglia di essere libera di decidere di dire un sì oppure un no;
  • tengo fede al motto giordano del “take your time” che poi è l’unica cosa che conta. Provateci anche voi e vedrete che, alla fine,  non serve molto altro per ricominciare… o almeno è quello che mi ripeto da 8 giorni :-)!

Forever Friends

Io penso che viaggiare sia la cose che prima al mondo mi riempie il cuore.

Prima di partire ho sempre la sensazione del “chi me lo fa fare?! Sto tanto bene a casa mia” poi vado e mai vorrei tornare. E questo è quello che succede sempre, ma quest’anno di più.

Prima per me i viaggi erano un’evasione: nessuno (a parte i miei, ovvio!) mi aspettava al rientro e stare fuori mi faceva sentire più viva; poi ho cominciato a viaggiare con i fidanzati e quello che volevo me lo portavo dietro, quindi era bello anche tornare; ora i fidanzati sono andati e di nuovo evado ma non mi serve stare fuori per sentirmi viva, ora davvero ho imparato ad apprezzare i viaggi per quello che sono: una scoperta!
Ogni volta che torno so di essermi arricchita negli occhi e nel cuore e la Giordania, credetemi, in questo è superiore.

Non è che proprio io sono stata a casa in vita mia ma questo viaggio vince il premio come il miglior viaggio mai fatto.

Ho analizzato e capito che questo dipende: un po’ dal fatto che siamo state trattate da principesse con tanto di guida ed autista ed alberghi perfetti e tour studiato in un crescendo di emozioni; un po’ perché siamo riuscite a fare cose per turisti pur non stando mai con i turisti; un po’ perché si tratta di una terra ricca di ogni cosa dal mare alla montagna alla seconda delle sette meraviglie; un po’ perché la gente è gentile e ospitale e disponibile da metterti imbarazzo; ma, forse e soprattutto, perché la mia compagna di viaggio era felice quanto me e questo è fondamentale.
Per alcuni versi mi ha ricordato la Namibia ma lì ero felice solo io di stare in quella terra meravigliosa: chi era con me non era con me e questo ti fa vivere le cose in maniera diversa.
L’ho capito in Giordania, dopo tre anni, che non basta trovarsi dall’altra parte del mondo e vedere cose meravigliose per esserne felice; bisogna stare con qualcuno che apprezzi quello che vede tanto quanto lo apprezzi tu, perché è inconfutabile che la felicità è vera solo se condivisa.

È inconfutabile, Stefania, che vedere la Giordania con te è stato il valore aggiunto di questa vacanza.
È inconfutabile doverti dire: mille grazie, amica mia.

Annunciazione Annunciazione

Sole

Dopo dieci giorni di stress perchè non riuscivo più a pubblicare su www.irompipalle.it, mi sono rassegnata amici.

Purtroppo irompipalle.it non c’è più: ho provato e riprovato a risolvere il problema, ho chiesto all’universo mondo ma  “mi dispiace ma non ti so aiutare…” è stata la risposta che ho ricevuto e allora, l’unica cosa che mi resta da fare, è voltare pagina e cominciare con un blog tutto mio, nuovo nella copertina ma non nei contenuti.

Abbiate pazienza con me perchè a questo punto mi toccherà gestirlo da sola, non che prima fosse diverso, ma almeno i temi e roba simile erano a posto qui non so dove cominciare… ma non fa niente, ci riuscirò… e se sbaglierò “voi mi corrigerete”!

Forse mi sono fatta un po’ prendere la mano dal titolo del blog; forse sono stata un po’ megalomane ma poi ho pensato che tanto sempre roba mia è sempre io sono “indi per cui poscia”… ricominciamoooooooooooooo, amici e sempre buona lettura!!!!