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Finish

E ci siamo, sono finite!
Non ci posso pensare, sono finite!
Sono passate quasi due settimane e voilà, puff: FI NI TE!
Volevo fare un’ode a loro… alle FERIE, che sono finite!
Mo’ è arrivata quella stronza della Befana e se le porta via. L’ho sempre odiata quella vecchia sulla scopa!
Dice “e che hai fatto in due settimane?! Sei partita?”
Ma pensate forse che sia matta a partire tra Natale e capodanno?! Per poter vedere 4 capitali europee in un anno nei week end, io parto quando non parte nessuno, è ovvio! Per spendere metà della metà di quanto avrei speso in questo momento… va bè poi rischi di trovare meno 17 gradi a Varsavia ma questa è un’altra storia.

E comunque che ho fatto?! Quello che va fatto durante le ferie:

1) ho visto tanti amici, mi sono fatta un sacco di risate, ho apprezzato ed avuto tempo per la loro compagnia e li ho adorati;

2) ho portato tutti i giorni fuori la mia cana, nel suo parco preferito, per vederla felice e mi sono fatta coccolare da lei, che lo fa pure se la vedi 5 minuti al giorno ma stavolta me le sono meritate le sue coccole;

3) sono stata al cinema spesso ed era tanto che non mi facevo catturare da “emozioni visive”, diciamo, anche se, come sapete, non sempre è andata bene;

4) ho fatto un po’ di shopping, sempre troppo poco!

5) sono stata in palestra la mattina il che dovrebbero metterlo come istituzione, dovrebbe far parte della giornata lavorativa! Bellissimo!!!

Sapete che devo fermarmi a 5 ma ci sarebbero un’infinità di altre cose che mi spingono ad odiare quella bacucca della Befana che arriva sempre troppo in fretta… ‘sta stronza!

E a quelli che hanno fatto il conto alla rovescia per tornare alla quotidianità della vita lavorativa dico solo “FATEVI UNA VITA!”.

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Buona fine e buon principio

Siamo ai bilanci, ragazzi, io odio i numeri ma l’anno finisce domani e non posso non farli.
Mi è piaciuto, tanto; mi è piaciuto tantissimo questo 2014.

Mi è piaciuto perchè è stato tanto generoso, regalandomi tanti tanti tanti amici: meravigliosi, bellissimi, attenti, esigenti, generosi, comprensivi, felici, fedeli, depressi, divertenti, caparbi, bisognosi, permalosi ma soprattutto che mi vogliono bene, tanto bene ed io di più a loro.

E poi, una promozione che aspettavo da troppo tempo e che finalmente è arrivata con il suo carico di responsabilità ma che non può, ancora oggi, non riempirmi d’orgoglio e continuare a convincermi che se ci credi le cose accadono.

E ancora, una felicità ed un’emozione che non pensavo più di provare ed è stato commovente prendere atto che può passare tanto tempo ma certe cose non cambiano, certe emozioni non mutano, certi fuochi di artificio non si spengono.

E, più di sempre, viaggi: strabilianti, entusiasmanti, arricchenti. E qui una menzione speciale va alla mia compagna di viaggio che sempre di più, nel 2014, è diventata per me un’imprescindibile certezza.

E infine, questo blog, nuovo blog. Tutto mio, solo mio. Mi piace, mi rilassa, mi gratifica, mi diverte e poi è mio, solo Mio!

E mille altre emozioni, sensazioni, risate, amori, gioie, dolori, delusioni, insomma l’ho detto che è stato generoso ed è per questo che lo saluto con affetto ed un filo di tristezza.
In fondo niente gli avevo chiesto e niente chiederó a questo nuovo; farò come con questo passato: me lo vivró, così come viene viene sperando che viene bene :D!

Auguri!!!!

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Che fai a…?!

Lasciatoci il Natale alle spalle, la domanda che più di tutte si fa in questo e che più di tutte odio (ma non solo in questo periodo bensì tutto l’anno) è: che fai a capodanno?!
Mi viene sempre da rispondere: niente!
Perché io lo odio il capodanno ma in genereIe odio tutte quelle feste in cui è obbligatorio divertirsi! E se volessi fa’ la matta il 30 o il primo?! Non se po’?! Per forza il 31 mi devo divertire?!
Comunque, dal momento che non ci si può esimere, vi elenco la mia top 3 di Capodanno ideale:
3) festa in casa di persone che conosci ma con tante persone sconosciute. Mi piace, ma é un po’ un’incognita perché non sai mai come può venire. L’anno scorso ho partecipato ad una festa così e devo dire che erano anni che non passavo un Capodanno così divertente. Prima di tutto c’erano tutti gli amici e poi anche un sacco di altra gente. Musica, alcol, Roma… non si poteva chiedere di più e infatti nulla di più ho chiesto ma così perfette ne escono una su un milione. Sono stata fortunata!
2) Sempre a casa di amici con solo persone che conosci. Perfetto. Pochi ma buoni. È capodanno ma potrebbe essere un sabato qualunque. Adoro. Senza fronzoli. Senza esagerazione. Senza l’ansia da divertimento che ti assilla. Top.
1) Il mio numero uno però rimane, essendo io pur sempre una romantica: io, Lui e una bottiglie dì champagne. Se vogliamo aggiungere le terme, magari una vasca idromassaggio, lasciatemi lì pure tutto l’anno… mica solo a Capodanno… che fa pure la rima!

Ecco, è così facile.

Mo’ manca poco meno di una settimana, credo che per quest’anno non riuscirò a trovare un Lui per realizzare il Capodanno vincitore ma prima o poi magari ci riesco!

Intanto, voi non vi stressate.
Sono sicura che qualcosa esce e se non esce non è che vi stimerò di meno, anzi forse di più!

Fate in modo, però, di avere un vestito nuovo e di stare con qualcuno a cui volete bene e baciate, baciate, baciate perché chi bacia a capodanno bacia tutto l’anno o era un’altra cosa da fare?!

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Merry Noel

Ci siamo eh, siamo arrivati a Natale.

È l’antivigilia.

Quindi, mi corre l’obbligo di augurarvi un Buon Natale.

Ecco: Buon Natale. Fatto.

Per l’occasione, mi sento in dovere di dirvi:

1) passate delle belle giornate in famiglia;

2) mangiate, non pensate alle diete;

3) scartate tanti regali: fingete se non vi piacciono, gioite tantissimo se li gradite;

4) giocate a carte, a tombola, a quello che vi pare.

5) Cercate di essere più buoni ma non solo il 24 & 25 quando, costretti con le gambe sotto al tavolo non vi verrà benissimo (lo ammetto!), ma cercate di esserlo dal 25 in poi o almeno provate (anche se poi la troppa bontà è noiosa, un pizzico di cattiveria ci vuole sempre).

6) Indossate qualcosa di rosso che a Natale è più che consentito, o di bianco se volete essere super chic.

7) Sopportate le lunghe cene e i lunghi pranzi che passano, passa tutto, quindi non ve li avvelenate!

8) Pensate a chi vi vuole bene e fategli sapere che ricambiate (se ricambiate!). In ogni caso: dite, parlate, manifestate i vostri sentimenti; è l’atto di amore ed il regalo più bello che possiate fare, e a Natale viene bene!

9) Scrivete sentiti messaggi di auguri (e non copia&incollati) possono essere un’ottima occasione per dichiararvi…

ma soprattutto…

10) concentratevi sul 27 quando finalmente potrete dire “e anche questo Natale se lo semo levato dalle palle!” (coltissima cit.).

AUGURI!

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Mi perplimo

Ho notato di essere vittima di uno strano fenomeno per cui ci sono delle persone che prima mi amano alla follia e poi, improvvisamente, mi odiano.

Non parlo necessariamente di uomini, anzi non parlo affatto di uomini (quelli non si innamorano né prima né dopo!), ma di tutta una serie di conoscenti/amici che improvvisamente si innamorano e mi chiedono pure quante volte devono andare in bagno e poi da un giorno all’altro si dimenticano che esisto.

Figuriamoci, a me va bene ma mi faccio delle domande a cui non sempre so dare risposte.

Da una parte invidio questi personaggi dall’innamoramento facile ma ne rimango sempre perplessa eppure abbastanza affascinata.

Perché io sono un po’ più restia ad innamorarmi, quando lo faccio poi lo dimostro in maniera abbastanza evidente ma per farlo mi ci vuole ben più di un’uscita.

La cosa che mi fa strano, subendola, è che io non faccio niente per accattivarmi prima le simpatie e poi le antipatie della gente.

Semplicemente sto. Faccio il mio. Sono così.

E’ per questo che rimango esterrefatta quando chi prima dimostrava grande amore ad un certo punto a stento mi chiede come sto.

Va benissimo, probabilmente si sono innamorate di altre persone e, per carità, approvo e sottoscrivo ma mi chiedo: sono tutti uguali gli innamoramenti?! Io dico di no.

Questi più che innamorati sembrano fans. Avete presente? Quando a qualcuno piace un attore, un cantante, pure se quello porta a pisciare il cane è idolo; poi inevitabilmente, ci si stanca, ma mica perché fanno qualcosa di male, semplicemente perché pure le groupies crescono.

Ecco, forse, questi non sono innamorati ma fans che poi diventano fan di qualcun altro, Può darsi ma io non ambisco ad essere una rock star quindi meglio una timida ma sincera amicizia che volubili sostenitori.

Vi trovate d’accordo?

 

 

 

Se (e sottolineo se)!

È un po’ che vorrei scrivere qualcosa su Loris, il suo orrore e la sua mamma.

È un po’ che ci penso, che inizio un post e poi mi fermo.

È un po’ che mi dico “ma cosa si può scrivere al riguardo?!”.

Questa storia di Loris mi ha turbato molto e da subito!

Da subito ho pensato che era una cosa orribile: prima la scomparsa, poi il ritrovamento di questo bimbo con la faccia simpatica, che ci hanno subito fatto conoscere con i capelli dritti in testa e la tuta da Karate immagino.

Doveva essere simpatico, Loris; aveva lo sguardo sveglio, divertente.

Quindi, già un orrore averlo perso; già una disperazione ritrovarlo morto; ma orrore nell’orrore, disperazione nella disperazione immaginare che a farlo sia stata la mamma.

Io non credo nei processi sommari; non credo nei processi mediatici; voglio credere, però, nella magistratura e penso che se un magistrato arriva a fermare, e poi convalidare il fermo, di una mamma, bè uno straccio di prova deve pur averlo, sebbene lei professi la sua innocenza.

E io, da quando ho saputo del fermo della mamma, non posso non pensare alle ultime ore di vita di Loris.

La mamma è per tutti l’unica certezza che abbiamo da quando veniamo al mondo; non me ne vogliano i padri, ma credo che il legame che lega i figli alle mamme sia il legame più forte e viscerale che esista.

Non si può spiegare a parole.

Ecco, e allora non posso non pensare cosa deve aver pensato il piccolo Loris negli ultimi istanti di vita, quale livello di disperazione, di paura… se (e sottolineo se) è stata la mamma.

Non me lo so immaginare.

Non me lo voglio immaginare.

Non lo voglio sapere cosa sia passato per la testa della mamma.

Non me lo voglio nè posso immaginare, se (e sottolineo se) è stata lei.

Penso solo che se arrivi a fare questo non meritavi di avere un figlio; probabilmente non meriti di vivere dopo aver fatto quello che hai fatto, ma io nn sono ora (nè sarò mai) a favore della pena di morte.

E quindi, se (e sottolineo se) è stata la mamma, la peggiore delle pene penso che sia convivere con la colpa di quello che ha fatto: alzarsi tutte le mattine e rivedere, nella testa, gli occhi di chi ti amava più della sua stessa vita mentre gliela toglievi.

Vivere il resto della tua vita con questo orrore è molto peggio di morire.

Se (e sottolineo se) è stata la mamma, io le auguro questo e niente comunque sarà anche solo paragonabile a quello che ha fatto passare al piccolo Loris.

Se (e sottolineo se) è stata la mamma perché se poi non é stata lei…

 

Friendship

È un po’ di giorni che rifletto sui rapporti interpersonali ed in particolare sull’amicizia e penso che per me esistono delle sostanziali differenze tra gli amici.

Gli amici sono un regalo. Gli amici sono un miracolo. Quando li trovi devi baciare per terra. Sono quelle persone con cui non servono parole; a cui non hai bisogno di raccontare nulla perché già sanno tutto; a cui non serve descrivere sfumature di colore perché le sfumature di colore sono loro; quelli con i quali basta uno sguardo, due sono troppi. Sono loro e punto.

Diversi da loro ma prossimi all’arrivo sono i quasi amici quelli con i quali è subito amore, che conosci da poco ma che già sai  diventeranno importanti; quelli con i quali ritrovi quasi subito un’affinità elettiva che va sviluppata e svilupperai.

Ben altro discorso va fatto per coloro che ambirebbero a diventare amici ma non lo diventeranno mai ossia i conoscenti. Questi fanno parte di una cerchia più o meno ampia. Ci sono, è piacevole, può essere divertente passarci una serata, pranzare insieme a loro ma poi tu a casa tua e io a casa mia. Senza esagerare, non c’è bisogno, non serve a nessuno. Ci sei, va bene; non ci sei va bene uguale.

Poi, purtroppo o per fortuna, la vita ci porta a condividere l’esistenza con altri personaggi che poco c’entrano con te ma con i quali sei costretto a convivere e questi si chiamano: colleghi. Questi non sono amici, nè quasi amici, nè conoscenti eh! Questi sono come i parenti: te li trovi, non li scegli. Ci devi passare una media di 8/10 ore al giorno e devi sperare che ti vada bene. Certo puoi trovare il modo di farlo andar meglio ma non illuderti. Lavoro da 13 anni nello stesso posto e quelli che hanno raggiunto il grado di amici si contano sulle dita di una mano ed è giusto così!

Da ultimo (come quando decido di parlare bene), ci sono i SOLI e di questi bisogna aver paura. I soli sono fondamentalmente dei sociopatici che per non affrontare la realtà della loro solitudine si attaccano a chiunque, anche a chi hanno denigrato fino ad un minuto prima. Sono quelli che girano come gira il vento; che hanno talmente tanta paura di rimanere con loro stessi che si attaccano allo zerbino del vicino. Ecco, questi mi fanno paura sono più falsi di una moneta da 3€, questi vanno evitati come la peste perché oggi lo zerbino sei tu domani quello del piano di sopra ma, carissimi, i sentimenti sono un’altra cosa; l’amicizia è una cosa seria e non va sprecata con cotali personaggi.

 

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Doniamoci (famiglia)

Mi sento in dovere di dare qualche dritta, o meglio, non dritta anche per i regali di famiglia, diciamo collettivi che spesso sento fare. Bè, non sono d’accordo mai: il regalo è soggettivo e non può, né deve, mai essere collettivo. Quindi:

  • Arredamento, includendo in esso anche le televisioni, per dire. Io capisco la crisi ma, ragazzi, quelli non sono regali: sono acquisti più o meno necessari. Se vi serve un divano dove poggiare il sedere mentre guardate la televisione, che non avete, bè non si tratta di un regalo ma di una necessità. Ok, comprateli ma non me li chiamate regali. Reciprocamente regalatevi anche un paio di mutande ma abbiate qualcosa da scartare sotto l’albero, perché se al Natale togliamo pure questo mi dite che cosa cavolo lo teniamo a fare?
  • Animali domestici. Cani & gatti & affini non sono cose. Cani & gatti & affini possono essere meravigliosi cuccioli che poi cresceranno ed hanno, e avranno, bisogno di attenzioni, di molte attenzioni. Non cedete alle richieste dei vostri figli se non siete pronti o non ve la sentite. Quando poi ad agosto dovrete andare in vacanza non vi voglio sentire. Dal momento in cui entreranno in casa vostra ricordatevi che avrete un essere vivente in più a cui badare e non potrete far finta di niente. Vi è sufficientemente chiaro?! Non prendete decisioni affrettate sull’onda dell’entusiasmo. Fermatevi e riflettete e poi ricominciate a riflettere e solo quando sarete assolutamente certi di quello che state facendo, fatelo perchè non potrete tornare indietro. Ecco.
  • Viaggi. Sono gli unici regali collettivi che approverò sempre su tutta la linea. Viaggiare è sempre un dono per mamma, papà, figli, animali domestici, zia, zio e nonna, per tutti. Viaggiate e vi arricchirete sempre e comunque.
  • Arte. Io penso sia una buona soluzione. Scegliere un abbonamento famiglia o per due magari in un luogo di esposizione. Crea una buona aggregazione familiare e passerete ore liete. L’arte è come i viaggi arricchisce senza impegnare e crea discussioni, curiosità. La approvo sempre.
  • Love Love Love. In realtà in famiglia basta questo. E’ il regalo più bello che possiate farvi: resistere ad amarvi :D!

 

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Metereopatie

Qualche settimana fa. Lunedì sera.

“Quindi giovedì vai a Torino? Bene, almeno ti eviti l’acqua!”

“In che senso?!”

“Bè, a Roma sono previsti temporali, bombe d’acqua etc. etc.”

“… … … … …”

“In compenso, però, domani e dopo domani bello e pure week end si prospetta bello”

Ho contato fino a 10, 100, 1000 e poi non ho retto “Scusa, ma se volevo sapere com’era il tempo aprivo un giornale!”

Ecco, perché io NON lo voglio sapere quale sarà il tempo di domani, né di dopodomani né del week end, NON lo voglio sapere e basta. E non lo voglio sapere perché il meteo mi sposta l’umore, la giornata uggiosa rende uggiosa anche me e allora mi chiedo “perché devo sapere in anticipo se domani mi roderà il culo?!” non lo voglio sapere.

Voglio aprire la finestra e maledire le nuvole o benedire il sole.

Voglio vedere con i miei occhi, in diretta, se dovrò mettere le calosce o potrò uscire con i tacchi.

Voglio sapere cosa accade quando accade e NON prima perché voglio vivere nell’ignoranza che domani sarà bello; voglio vivere con la speranza che la pioggia non mi avrà; voglio immaginare che io & Audrey saremo libere di andare in giro senza kway o copertine varie.

L’unico caso in cui guardo il meteo è se devo partire ma anche qui alla fine guardo e dimentico. Il mio cervello è selettivo nell’immagazzinare le informazioni perché non lo vuole sapere che tempo farà. E’ abbastanza chiaro?!

Ecco, allora astenersi Bernacca.

PS: tanto per la cronaca quel giovedì non sono andata a Torino e sono rimasta a Roma e mi sono presa tanta di quell’acqua che saperlo già dal lunedì non mi ha aiutato a vivere meglio… anzi!

 

 

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