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Tartassati

Bella la campagna. Bella.

Bella la campagna Toscana. Bella.

Bello il b&b che ho trovato nella campagna Toscana. Bello.

Tutto bello: camere, colazione, proprietaria che si è meritata pure un 5 stelle nella mia recensione Tripadvisor. Ecco sì, date prima che si verificasse il seguente episodio.

“Allora ragazze, avete contanti? Guardate, sono 110€ però, facciamo così, io non vi faccio la ricevuta e voi mi date 90€”.

Io, dopo aver contato fino a 10 ed averla guardata con le fiamme negli occhi, supportata dalla mia amica, che sapeva cosa stavo pensando, dico: “guarda, io preferisco spendere 110€ ma tu mi fai la ricevuta” e lei alle mie amiche “ma é della Finanza?” (perchè qua solo se uno è della Finanza può battere la ricevuta sennò passa sempre il concetto del “volemose bene”); le avrei voluto rispondere “purtroppo no!” ma ho semplicemente taciuto.

Lei ha cominciato a prodigarsi in una serie di scuse:

-“no, perché sai mi sono accorta che pago il 67% di tasse” (lo so benissimo: la mia busta paga è dimezzata e non ho la tua possibilità di scelta se pagare le tasse o non farlo perché io le devo pagare per forza!);

– “è che si paga davvero troppo e sto facendo una piccola rivoluzione” (sì, anche io e la mia consiste nel farle pagare anche a te le tasse per pagarle tutti un po’ di meno!);

-“no, ma tu hai ragione ma sai com’è” (certo so di avere ragione, e non so com’è ma so che fino a che faranno tutti come farai tu queste cazzo di tasse non si abbasseranno mai!).

Ora se non avessi avuto la fretta di premiarla su tripadvisor perché veramente era tutto bello (troppo bello) e mai avrei pensato ad una cosa del genere, le avrei tolto almeno un paio di stelle perché si fa troppo presto a dire che questo è un paese di merda se non si fa niente per renderlo migliore!

Predestinati

Proprio l’altro giorno pensavo alla casualità degli incontri e a come, quando meno te lo aspetti, ti può capitare di incontrare qualcuno.

E pensavo che senti quella che l’ha conosciuto sull’aereo, l’altro che l’ha conosciuta in treno e facevo la seguente considerazione: ma solo io, nonostante faccia Gigi la trottola, non conosco uno straccio di personaggio nel mio peregrinare?!

Allora ieri vado a Padova e avevo 3.17 ore di viaggio all’andata e altrettante al ritorno! Daje, impegnati.

All’andata (a parte che per me svegliarmi alle 6.30 è la morte, al punto da farmi girare le scatole fino a domani quindi diciamo che non apro bocca almeno fino alle 11), poi: guarda Fb, rispondi al trenino di Twitter; scrivi e pubblica il post; rispondi ai commenti; leggi 7/8 libri… e l’andata è andata!Il ritorno pure peggio perché a tutto quanto detto ci infilo pure un riposino.

Ed è così che mi sono fatta sfuggire il personaggio dell’allegata foto il quale ha preferito rimorchiare la mia vicina di posto. Con il piglio del Latin Lover della Romagna, partendo da quando è nato Gesù tanto ha fatto, tanto ha detto che la poverina ha mollato il numero di telefono.

Lui, oltre ad essere vestito come vedete, ha cacciato da Firenze a Roma una tale quantità di empietà che il treno poteva muoversi solo con quelle; l’ha messa all’angolo, con finale invito a pranzo per l’indomani.

Vedi, alle volte, gli incontri… così quando meno te lo aspetti riesci ad evitare il destino.

Credo che al prossimo viaggio oltre a: guarda Fb, rispondi al trenino di Twitter; scrivi e pubblica il post; rispondi ai commenti; leggi 7/8 libri; il riposino… ci infilo pure la manicure, così tanto per essere cerca di non inciampare in un “destino” qualsiasi!

 

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Belli di zia

Domenica, quando tornavamo da Bilbao, c’era un ragazzo sull’aereo: alto, grosso, uno dei classici bonaccioni romani, tutto muscoli e battute. Faceva parte di un gruppo quanto meno eterogeneo che poi abbiamo scoperto tornare da una vacanza in surf. Comunque, al decollo e all’atterraggio, era tutto un “come sta Simone?!” e Simone, grande e grosso, sudava di terrore perché semplicemente aveva paura dell’aereo. Capita.

Mi sono chiesta, per tutto il viaggio, come sarebbe stata la mia vita se i miei genitori all’età di 6 anni non mi avessero fatto salire su un aereo per portarmi dall’altra parte del mondo. Mia mamma, infatti, che dell’aereo ha paura, ha pensato bene di farmi vincere la sua paura portandomi in Argentina per non so quante ore di volo ad un’età in cui è tutto inevitabilmente un gioco.

Bello, brava mamma.

E’ sicuramente per questo che prendo più facilmente l’aereo che il treno; è sicuramente per questo che sono sempre con la valigia pronta; è sicuramente per questo che arrivo più facilmente a Bilbao che a Frosinone.

Per lo stesso principio, terrore dell’acqua, mi ha portato in piscina all’età di 6 anni e mi ha permesso di amare il mare quanto lo amo e di viverlo come va vissuto, da dentro!

Di nuovo devo dire: bello, brava mamma.

A questo punto mi sento di dover dire:

“Genitori tutti , non castrate i vostri figli, non fate vivere loro le vostre paure, non li costringete ad una vita di rinunce ma rendeteli curiosi, fateli volare (non solo in senso letterale) solo così impareranno ad apprezzare quello che vivono”.

Ammazza, so’ forte e parlo bene io dal basso della mia “ziaggine” che è decisamente meno impegnativo 🙂

La grande bellezza

Allora ieri nei miei trasbordi vespa/macchina/macchina/vespa ho incrociato un labrador con il suo padrone ed ho pensato: “La grande bellezza”!

Allora ho cominciato a catalogare tutte le cose che per me rappresentano “La grande bellezza”… vi farò uno dei miei soliti elenchi: siete contenti?!

  • Le feste di Margie quando mi vede, che sembra sempre che è da una vita e magari ci siamo viste due ore prima;
  • il sorriso di gratitudine di un bimbo quando lo cavi da un impiccio, che per te è una cosa banale ma per lui è un ostacolo insormontabile;
  • il cuore che ti si ferma per 5 secondi quando lo rivedi dopo tanto tempo;
  • Roma;
  • il sollievo nella voce di un’amica alla fine di una telefonata dopo averti chiamata disperata;
  • la collega che ti blocca sul corridoio e ti mostra, con le lacrime agli occhi, l’anello che le ha regalato lui (e le lacrime vengono anche a te!);
  • i vecchietti di Bilbao che girano per osterie e bere cicchetti e cantare canzonette;
  • la tracolla di Chanel (da ieri anche quella di Stella McCartney);
  • la complicità tra amici;
  • la sposa bellissima e felice in mezzo ai suoi invitati;
  • avere nella stessa sala di un museo: Pollock, Rotkho, Kandisky, Picass, Klein;
  • gli occhi di una persona innamorata;
  • mamma e papà contenti per un tuo successo;
  • il divano dopo una giornata di giri;
  • trovare un libro che ti appassiona;
  • il sabato e la domenica senza sveglia;
  • il mare;
  • il mare;
  • il mare… che è?! Non mi sono incantata è che per me “la grande bellezza” del mare merita almeno 3 punti in classifica;
  • le scarpe di Jimmy Choo

…e potei continuare per ore ma mi fermo perché non voglio tediarvi anche se “la grande bellezza” sarebbe anche….curiosi eh?! Mo’ vi lascio così, in attesa.

 

 

Caro Diario

E ma comunque non è facile scrivere un blog.

O meglio è facile di per sé ma non è sempre facile tenere viva l’attenzione e trovare argomenti su cui scrivere.

Io ne avrei 10, 100, 1000 ma non sempre posso scrivere tutto quello che voglio e non sempre è facile tradurre i pensieri in parole.

Allora, cerchi stimoli e pensi che sia utile aprire un giornale e poi lo richiudi perché ti prendono certi nervi che pensi “sì, va bè, ho capito ma…

…come posso commentare le sevizie subite da un ragazzo solo perché obeso, queste sono cose che neanche se uno ci si impegna può riuscire ad immaginarsele. Queste sono cose che non ti puoi spiegare perché poi pensi, va bè uno matto purtroppo si trova ma erano in 3, in 3 capito?! E a nessuno dei tre si è accesa una lampadina in testa. Ma d’altronde che vuoi accendere quando manca la corrente?!

…come posso commentare la bagarre di ieri al Senato, una messa in scena fatta da chi si lamenta che le cose non funzionano e le fanno funzionare peggio. Perché io penso che anche le battaglie vanno fatte in modo costruttivo no depositando monetine sul banco del Governo, dando schiaffi, alzando striscioni o lanciando libri ad una carica istituzionale. Qualsiasi ragione tu possa avere (e ho forti dubbi che tu ce l’abbia!) inevitabilmente passerai dalla ragione al torto. Chi ti ha votato per stare lì si aspetta che tu faccia altro: inutile il polverone se manca la sostanza!

… come posso commentare la fine della storia d’amore tra Pieraccioni e la moglie perché in testa mi spunta un immenso punto interrogativo davanti al quale, per dirla come si dice su twitter ESGC!!!”.

Quindi niente comincerò a fare giri più lunghi in Vespa, immaginatemi come Moretti in Caro Diario anche se poi la mia vespa è più bella e io sono senz’altro meno pelosa.

Bataban

Ma a voi capita mai che mentre siete distratti e state facendo una cosa così in tranquillità un colore, un odore, un sapore, una musica vi ricordino di qualcosa o qualcuno?!

E vi arriva in faccia come uno schiaffo un episodio passato bello o brutto? A me capita spesso e non sempre è una cosa piacevole. Cioè è quasi sempre una cosa piacevole ma magari ci sono dei ricordi che sarebbe meglio non ricordare, dei pensieri che sarebbe meglio non fare, delle sensazioni che sarebbe meglio tenere sepolte.

Stai lì, tutta caruccia tutta pettinata, e bataban senti un profumo, poi non necessariamente un profumo… un odore e la testa se ne va e riaffiorano cose sepolte e pensi “dove, come, perché?!”.

Bello, molto bello; o brutto, molto brutto dipende dai punti di vista e da cosa si ricorda.

Fatto sta che a volte non ti riesci a trattenere e ripiombi in quella cucina, in quella camera da letto, in quel ristornate e risenti i sapori, i colori, gli odori.

Bello molto bello; o brutto molto brutto dipende dai punti di vista!

Dire, fare, baciare

Devo dire che per me i viaggi in Vespa sono una grande fonte di ispirazione e oggi, mentre tornavo dalla stazione, e dopo, dalla palestra, ho cominciato a pensare ad un post. E se io fossi una persona normale magari avrei potuto parlarvi di cibo, politica, amore ma non credo di essere tanto normale se mi è tornato in mente il gioco: dire, fare, baciare, lettera o testamento. Ma perché direte voi, boh rispondo io.

Ma che gioco scemo era non mi ricordo manco come funzionava.

Le parole però (a parte testamento) sono carine e allora giochiamo insieme:

Dire: io dico pure troppo, stessi zitta ogni tanto ne trarremmo tutti giovamento. Con la maturità non riesco a tenermi un cecio in bocca e allora dico e dico che la dobbiamo finire con questi leggins se avete le gambe che sembrano due pagnotte. Basta.

Fare: l’altro giorno guardando le immagini di Lampedusa pensavo che è inutile fare commemorazioni che non servono a nessuno, facciamo qualcosa prima, rendiamo l’approdo e la vita di questi disgraziati dignitosa, inutili le lacrime dove c’é solo disperazione. Inutili.

Baciare: io adoro i baci. Li adoro, starei sempre a baciare, certo con chi dico io e nel modo che dico io. Bello, romantico, passionale, un po’ in disuso ma necessario per capire se una persona ti piace oppure no. Tempo fa dicevo ad una mia amica che uno non mi piaceva perché aveva un bacio troppo “linguoso”, lei mi ha ascoltato e, dopo che ho finito di dire ‘sta cazzata, mi ha risposto “guarda che non esiste un bacio troppo linguoso, come dici tu, se hai tempo di pensare alla lingua evidentemente non ti piace lui!” E aveva ragione.

Lettera: ma quanto erano belle le lettere?! Quanto?! Ne ho scritte milioni ad amiche lontane: era una gioia scriverle ed un piacere riceverle. Ora io scrivo uguale ma le mail che non sono esattamente la stessa cosa ma simili. Prima c’era la scelta della carta e poi della penna, ora a stento so firmare con una penna in mano. Ma il principio rimane, e quando non riuscite a dire scrivete che l’effetto é lo stesso, a volte migliore. Per me quasi sempre migliore perché ho il tempo di contare fino a 100 prima di scrivere.

Testamento, spero ci sia tempo. Niente da dichiarare.

Meno male che i miei tragitti in vespa sono brevi sennò vi toccava 1,2,3 stella al prossimo post … a proposito…

Have a good day!

Carissimi,
sono salita su questo treno con la voglia di scrivervi un post sul dramma di svegliarsi presto la mattina; su quanto odio il lunedì; su quanto sarebbe meraviglioso stare in piedi fino alle due e non avere la sveglia la mattina dopo ma… sono troppo occupata a rimpiangere le mie due ore di sonno perse per averne la forza!
Buona giornata.

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La febbre del sabato sera

Stamattina mi sono svegliata pensando che vorrei un uomo ma non perché non sto bene da sola o blabla ma per essere legittimata a stare davanti alla tv a guardare un film e mangiare pizza il sabato sera.

E si, perché se non sei “accoppiata” pare che ‘sta cosa non si possa fare senza il rischio di essere considerati sfigati.

Ma voglio dirvi una cosa: non è così!

Non c’è niente di meglio che starsene a casa di sabato quando escono tutti e non c’è posto nei ristoranti e non si trova parcheggio e scendono dai monti pure le capre.

Meglio uscire in settimana e fare le due e doversi alzare poi presto per andare a lavorare, vuoi mettere?! Arrivi al venerdì come uno zombie ma vuoi mettere la figaggine della cosa?! Eheh!

Come?? Che faccio stasera? Bè che c’entra, usciró ed passeró pure una splendida serata con i miei amici… in mezzo alle capre!

I’m so sorry

Mi chiedevo se anche a voi capita di dire “mi dispiace”; a me capita spesso ma magari non agli altri, a me stessa, nella mia testa.

Lo dico di continuo, perché penso a delle cose ed eccolo lì il “mi dispiace”.

Volete sapere quando, perché e di cosa mi dispiaccio? Ve lo dico.

  • Mi dispiace quando vedo un maledetto parcheggiato davanti allo scivolo dei disabili e non posso rigargli la macchina;
  • mi dispiace che non mi ami;
  • mi dispiace che sono tornati di moda gli anni ’80 (spero finisca presto!);
  • mi dispiace non poter passare più tempo con la mia meravigliosa cana;
  • mi dispiace che Gigi D’Alessio abbia successo;
  • mi dispiace che non sia sempre estate;
  • mi dispiace non poterti dimostrare quanto ti amo io;
  • mi dispiace che esistono le Hogan;
  • mi dispiace che questo blog non valga 8 milioni di € come quello della bocconiana;
  • mi dispiace non avere la possibilità di rispondere come vorrei sempre a chi voglio;
  • mi dispiace non poter spendere tutti miei soldi in abbigliamento e accessori;
  • mi dispiace vederti cambiare in poche ore e non capirne il motivo;
  • mi dispiace non essere stata in grado di lanciare l’hashtag #giannininudo e vederlo così in trasmissione;
  • mi dispiace non poter uccidere tutti quelli che maltrattano i cani e i bambini;
  • mi dispiace che c’è la crisi;
  • mi dispiace che ci sono le guerre;
  • mi dispiace che c’è la fame nel mondo;
  • mi dispiace non potermi sfondare di nutella;
  • mi dispiace non poter picchiare delle persone che reputo insopportabili;
  • mi dispiace che alcune persone non si lavano e puzzano;
  • mi dispiace non potermi “pelare” di nuovo…

ma soprattutto…

mi dispiace dover dire MI DISPIACE!