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L’avevo detto io…

(Doveroso avvertimento: quando sto in Vespa o in macchina esce la Polverini che è in me, quindi scusate l’abuso di parolacce nel seguente testo!)

Vi ricordate il post e non finisce qui?

Che vi avevo detto?! Che non finiva lì… E infatti mi sento in dovere di richiamare la vostra attenzione nuovamente su chi circola su strada! Veniamo a noi con altre doverose “indicazioni stradali”:

1) mi rivolgo a te, adolescente, a cui i genitori hanno regalato quella insulsa “macchinina” per dirti due cose:

A) NON è una macchina, quindi sei pregato di impegnare la corsia di destra e levarti dal centro della carreggiata;

B) fai poco lo splendido che visto da fuori in quella scatoletta di metallo sembri  una sardina sott’olio, quindi anche meno!

2) Hey tu runner, che hai deciso di migliorare la tua salute correndo. Bravo, ti faccio i complimenti, ma LEVATI DI MEZZO! Se proprio hai deciso che non vuoi correre in un parco, almeno non metterti in mezzo alla strada, sali sul marciapiede; se proprio hai deciso che vuoi stare sulla carreggiata rasente marciapiede, almeno corri contromano così reciprocamente ci vediamo e ti posso guardare in faccia quando ti mando a fanculo perché stai in mezzo!

3) Signorina, che a un certo punto della tua vita hai deciso che era il momento di salire su un motorino perché non ce la facevi più dei mezzi pubblici ma ti cachi sotto dalla paura, ti dico una cosa: se vai a uno all’ora non è che il rischio si riduce anzi, se possibile aumenta perché il pericolo: DIVENTI TU, maledetta! Levati!!!! Se c’hai paura stai a casa o vai a piedi ma non andare a 2 che non serve a nessuno!

4) maledetto, che hai parcheggiato in doppia fila e hai messo le 4 frecce, quando finalmente decidi di andartene, togli le 4 frecce e mettine una sola così noi tutti vediamo che stai abbandonando il tuo posto e non rischiamo di venirti addosso! Stronzo!

5) e ora veniamo a te, infame, che apri la portiera senza guardare chi sta arrivando, ecco a te dico solo una cosa: CREPA! Ma che ti ci vuole a guardare?! Io posso passare a piedi o in motorino e mi rovini con quella portiera. Ce li hai gli occhi?! Ecco, usali per vedere la strada di “quel paese” dove ti mando.

Ora mi sento meglio. Non escludo ritorni!

Pensieri stupendi

Giusto ieri mattina mi chiedevo se non stessi scrivendo un po’ troppo su questo blog.

Allora c’era me che diceva: “guarda che i lettori si potrebbero stancare, annoiare, rischi di finire inflazionata, di dire sempre le stesse cose!”.

E, di contro, c’era me medesima che sosteneva “sì, ma se non scrivi la gente si disaffeziona, si dimentica ed è un attimo che non esisti più come blogger”.

Di rimando me “e va bè, ma mica è sempre facile trovare argomenti, mica sto sempre in forma, mica mi va sempre, mi devo fermare!”

E me medesima “e quando hai da scrivere scrivi e quando no soprassiedi, mica è un obbligo, deve essere un divertimento! I lettori avranno pazienza, se vogliono e sennò ne troverai degli altri. Scrivi tutto quello che vuoi e quando vuoi”.

Giusto.

Come ho risolto la diatriba?! Direi che ho dato ragione a me medesima: ho pensato che scriverò se e quando ne avrò voglia, se e quando troverò una cosa da dire; se e quando ce ne sarà. D’altronde “sono una blogger, mica una santa”… maglietta dixit!

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E dunque, voi lettori leggerete fino a quando non vi stancherò, fino a quando non vi annoierò, fino a quando troverete interessante quello che dico; fino a quando ce ne sarà. O no? Con chi vi schierate? Con me, con me medesima o altro? Let me know!

 

No news good news

Ultimamente mi sembra che i giornali siano pieni di NON notizie

Di cose che già si sanno, di fatti inutili da rimarcare. Volete qualche esempio.

Procedo:

  • Le dimissioni di Napolitano. Dov’è lo scoop?! S’è sempre saputo che non ce l’avrebbe fatta a finire un ulteriore settennato, l’aveva detto lui apertamente non è che s’è nascosto dietro a un dito. Vi ricordate sì o no il teatrino che poi ha portato, per senso di responsabilità (!), alla sua nuova elezione. Dopo il nome a caso di Prodi, l’ostilità a Rodotà, risalì al Quirinale per dare stabilità e facilitare le riforme… ora ‘ste riforme le avete viste voi?! No perché io no, comunque ci sta che s’è stancato. C’ha pure 89 anni e soprattutto ha capito che se aspetta Renzi rischia di dover rimanere lì altro che 7 anni… facciamo 14/21/28 anni. Già rido al pensiero di quanto ci vorrà per trovarne un altro, piuttosto. Se ci sono voluti 21 scrutini per eleggere un giudice della Corte Costituzionale figuriamoci che ci vorrà per un Presidente della Repubblica. Si salvi chi può!
  • La denuncia, da parte dei 5 stelle, del patto del Nazareno. Va bè, ragazzi, qui siamo alle comiche. Io sapevo che prima o poi sarebbero implosi ma così goliardicamente neanche nel mio sogno migliore. Che cosa è?! Come si può cadere più in basso?! Non so e non lo voglio sapere. Penso che i 5 stelle siano arrivati in un momento che se mi fossi messa io su un palco a parlare davanti ad una platea avrei ottenuto lo stesso successo. Demagoghi, populisti e va bè ma soprattutto senza basi, fondamentalmente ignoranti, o con nozionismo da internet, e la denuncia del patto del nazareno, per quanto sia becero, ne è la prova. Ma studiate, lavorate invece di stare sempre contro, fate una opposizione costruttiva e non distruttiva che ne trarremmo tutti giovamento.
  • Salvini assalito. Io non sono una di quelle che dice in generale “se l’è cercata”; io non accetto i discorsi “l’hanno molestata ma hai visto come va in giro”, non esiste: uno/a deve essere libro di fare quello che vuole e di girare come e dove vuole… però, Salvini, pure tu: ma stattene a casa con tuo figlio piccolo per una volta e non andare a rompere le palle al prossimo tuo che sei ridicolo. La cosa ben più grave per me è stata sapere che Salvini ha una scorta, che c’erano 80 persone della polizia mobilitate per i suoi movimenti, che la Digos si interessa dell’articolo Salvini! Questa sì che è la notizia, non che qualcuno incontrandolo abbia immaginato di fargli quello che tutti noi, dal nostro divano, vedendolo continuamente in tv a dire scemenze pensiamo costantemente di fare!

Mi fermo a 3, non arrivo a 5, perché già 3 non notizie sui quotidiani mi sembrano sufficienti, direi pure troppe!

Ah, l’amour!

Qualche giorno fa sono stata a vedere la mostra di Frida Kalo, a Genova perché a Roma avevo già dato, e di questa straordinaria artista la cosa che mi ha sempre colpito è l’amore assoluto che provava per Diego.

Per carità, assoluto a modo suo perché l’ha riempito di corna ma non perdeva occasione per rimarcarlo: se lo disegnava in fronte; lo teneva in braccio come fosse la Madonna col bambinello; lo idolatrava; gli diceva “vorrei darti tutto ciò che non hai mai avuto, e neppure così sapresti quanto é meraviglioso poterti amare”.

Bè, ragazzi che spettacolo l’amore!

Poi apro il giornale la sera e leggo di quel signore che tutti i giorni va a mangiare in un ristorante con la foto della moglie morta, perché gli manca e vuole mangiare con lei o di quell’altro che ha resistito 24 ore dopo la morte della sua, per morire anche lui!

Bè, ragazzi che spettacolo l’amore!

Quando c’è; quando non c’è; quando pensiamo che ci sia e poi è un calesse; quando lo aspettiamo, lo cerchiamo, lo troviamo; quando è l’Amore (con la A maiuscola), perché l’amore c’è, non è solo un’invenzione.

C’è, esiste e bè, ragazzi che spettacolo l’amore!

Quindi chi l’ha trovato: se lo tenga stretto, lotti per lui, combatta, non lo molli; chi ancora è in attesa,  abbia fiducia perché, come dice Stefano Benni “prima o poi l’amore arriva”… o almeno speriamo o almeno ve lo auguro, o almeno la speranza è l’ultima a morire!

Amo (et odi)

Amo i cani perché sono gli esseri più dolci ed emozionanti della terra; perché ogni volta che ti guardano è come fosse la prima e l’ultima volta e provano un amore unico ed irripetibile, assoluto e puro, ma soprattutto disinteressato; (et odi molti dei loro padroni che li umanizzano al punto di considerarli “figli” oppure li trattano come bestie quando le prime bestie sono loro a non raccoglierne la cacca per terra e spero che la pestino, come sono costretti a fare quelli che cani non ne hanno).

Amo i bimbi per i loro occhi limpidi di curiosità, per le espressioni di stupore,  per la loro incrollabile fiducia in mammaa e papà; (et Odi gran parte dei loro genitori che li viziano e li fanno crescere da deficienti. A loro dico: ricordatevi che i bimbi di oggi saranno gli uomini di domani, non li tenete in una bolla che poi scoppia).

Amo il mare per la sua immensità, la sua forza, la sua tranquillità, per i paesaggi che regala, per il suo romanticismo, per la sensazione che provo tutte le volte che lo vedo. (et Odi l’acqua per la sua forza incontrollata ed incontrollabile; per gli sfaceli che combina anche se poi siamo sicuri che è colpa sua e non dell’uomo che costruisce senza rispetto?!).

Amo l’Italia, tanto. La trovo bella, bellissima piena di tutto. Con i suoi paesaggi incantati e i suoi angoli di paradiso, il mare cristallino e le ripide vette (e che è una poesia?!) … va bè, avete capito; (et Odi alcuni italiani sempre pronti a sputare nel piatto dove mangiano; esterofili fino alla nausea perché l’erba del vicino è sempre più verde, anche se a quel vicino l’erba spesso la coloriamo noi!).

Seguirà Odi (et amo).

RIP

Vorrei tacere ma non riesco.
Vorrei tacere ma non riesco a non dirvi che ieri tutta Italia ha fatto una scoperta clamorosa, che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità.
Vorrei tenere questa notizia per me ma sono generosa e la dico anche a voi: ieri, grazie ai Giudici della Corte di Appello di Roma, abbiamo scoperto che Gesù è morto di freddo sulla croce.
E sì perché se Stefano Cucchi non è morto ammazzato dalle botte che gli hanno dato dei sedicenti servitori dello Stato, con la connivenza dei medici che dovevano curarlo, allora ci sta pure che Gesù Cristo è morto di freddo ma sulla croce!
Io non ho letto la sentenza, mi riservo di farlo, anche perché se mancano le prove difficile fare diversamente, ma potrei chiedermi come mai erano bastate in primo grado e, per ora, non me lo chiedo.
Quello che, peró, non posso non chiedermi è perché Gianni Tonelli, rappresentante Sap, non impieghi il suo tempo in maniera diversa, per esempio tacendo, perché dire che “se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze” vuol dire affermare che l’intera popolazione italiana è a rischio linciaggio prima, carenza di cure poi ed, eventualmente, a rischio di morte.
A prescindere io non ce l’ho con i poliziotti, a prescindere io non ce l’ho con i Giudici (questo quasi mai!), a prescindere io ce l’ho: con chi apre bocca senza criterio; con chi non rispetta la morte di una persona che doveva vivere; con chi non rispetta il dolore straziante di una famiglia, che sono anni che lotta per la verità; con chi crea odio sociale; con chi alza il dito medio davanti a persone che soffrono.
Ecco, a prescindere ce l’ho con loro.
Non sarò mai in grado di giustificare un “servitore dello Stato” per aver manganellato un operaio; per aver ucciso un ragazzo inerme; per non essere in grado di controllare e gestire il “potere” che gli viene riconosciuto solo per avere un’arma addosso.

Provo fastidio stamattina, provo ribrezzo, provo vergogna per chi offende senza essere offeso; prevarica senza essere prevaricato.

E chiedo scusa, io per loro, a Stefano ed alla sua famiglia per averlo ucciso ieri ancora una volta, come se una non fosse stata abbastanza.

RIP.

Domandandocivi

A volte mi chiedo, quando ho un po’ di tempo e magari sto in taxi o in treno o in aereo, come ora, ecco a volte mi chiedo:

Stai bene?

Stai male?

Sei raffreddato?

Quanto sei innamorata del tuo ometto?

Mangi? Bevi? Dormi?

La fai la cacca?

Sei sempre vegetariana?

Ti manco?

Mi pensi?

Sono già bis zia?

Ti ricordi di noi 2?

Hai voglia di cinese?

Ma come si fa a fidarsi di nuovo?

Sei stanco?

La odi sempre la Pausini?

Come sarebbe stata la nostra vita se fossimo rimasti insieme?

Ti bastano ancora i vestiti che ti ho fatto comprare?

Lo leggi questo blog?

E i completini li fai ancora?

Che ne pensi di Renzi?

Ma lo sai che non ho ancora la tracollina di Chanel?

Ecco, così, a volte di chiedo questo… e altro …. ma soprattutto mi chiedo: sei felice? Perché se sei felice, io sto a posto così!

 

 

 

Allergicamente

E niente, penso di avere un’allergia. E lo so è un guaio. Devo trovare una soluzione. Le allergie sono cosa brutta. Non so come spiegarvela, è una specie di orticaria. Mi parte un prurito strano alle mani che mi spingerebbe ad usarle tutte le volte che sento uno/una che dice:

1) “una persona di colore”, di quale colore?! Mi viene sempre da dire. NON si dice: si dice “nero”, ma ci vuole tanto?! “Di colore” è un’espressione finto buonista, finto tollerante, di fatto razzista!

2) “Piuttosto che” usato in senso disgiuntivo. Vi odio: non siete più fichi se lo usate così, non è semplicemente previsto nella lingua italiana; non vuol dire “o”, ma chi cazzo ve lo ha insegnato?! Io divento matta ma lo sento a tutti i livelli, in tv è un dilagare: NON È CORRETTO! Ci hanno scritto pure un libro al riguardo, ecco leggetelo e rassegnatevi, sennò quel prurito diventerà un moto fisico e quindi uno schiaffo al primo che mi capita!

3) “Midia” in luogo di media. Trattasi di parola latina (non mi fate fare la maestrina che non mi piace! Ma porca zozza!) quindi si legge mEdia: ohhhhhh! Midia se lo sono inventato gli inglesi che non sanno pronunciare la “e” come noi, ma noi non siamo inglesi, siamo italiani e l’italiano arriva dal latino. Mi viene un embolo!

4) “Un attimino”… devo spiegare?! Un attimino e ti meno… ecco come ve lo spiego! Ma meno di un attimo che ci può essere?! Un nanosecondo?! Ecco, dite un nanosecondo non mi dite “un attimino”!

5) Sulla scia del punto 4) mi provocano allergia tutta quelle frasi con diminutivi/vezzeggiativo usati senza senso e derivanti, probabilmente, da continui rapporti con bimbi, che (ahimè) vengono trattati da deficienti! I Flanders stavano in un coartoon, lasciamoli lì: “Tesorino, andiamo a farci un pranzetto al ristorantino e magari ci mangiamo un dolcino?” Arghhhhh, so io dove te lo devo mettere il “dolcino”!

6) “Qual è” scritto con l’apostrofo. Vedi, sebbene sia virgolettato e dovrei scriverlo con l’apostrofo per farvi capire l’errore, non riesco, il mio dito si rifiuta! Ma dove le avete fatte le scuole elementari dico io?!?!?

Mi devo fermare che il prurito, al solo pensiero, è aumentato e non riesco più a scrivere… ma tu guarda alle volte il corpo come deve reagire!

Categorie protette

Ragazzi, ve lo dico: io mi sono stufata di far parte di una categoria protetta.
E, a maggior ragione, mi sono stufata oggi di far parte di una categoria protetta nella categoria protetta.
Già m’era preso un embolo con la storia delle “quote rosa”, perché per me il fatto che vengano elette delle donne non può essere un obbligo di legge, nè una garanzia di risultato.
Il mio principio é: trattatemi in maniera uguale agli uomini; non mi agevolate, non mi penalizzate e andremo d’accordo. E questo non lo deve dire la legge ma il buon senso. Tra l’altro il fatto di essere donna non ti deve dare punti in più per sederti al potere.
E questo va bè, l’ho assorbito.
Poi sento che i famosi 80€ verranno dati alle neo mamme.
Ecco, qui proprio non ci posso/voglio stare!
Perché?! Ma come perché!
Intanto i motivi per cui una non è mamma sono nmila. Ve ne elenco solo qualcuno per non dilungarmi.
Le donne possono non avere figli perché: non hanno trovato un uomo degno con cui farli; non li vogliono; non li possono avere; non hanno abbastanza soldi per andare dall’altra parte del mondo per provare ad averne uno. C’avete pensato?!
Ecco io sì, perché sono donna e NON mamma e non trovo giusto che al discrimine assurdo del sesso aggiungiamo pure l’aggravante della maternità.
Già qui se sei donna devi essere: gentile ma non troppo da sembrare oca; decisa ma non troppo da sembrare in prossimità del ciclo; ben vestita ma non troppo da risultare provocante.
Ora a tutto questo aggiungiamo pure il dover essere mamma. Ma BASTA! Io dico NO!!!
Ma mica siamo tornati al medio evo, è finito da un pezzo, se proprio volete tornare all’antico leggetevi l’art 3 della costituzione: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, religione etc etc. “.
Capisco la propaganda elettorale ma ritengo pure che per trovare un criterio trasversale non ci voglia uno scienziato, provassero a chiedere a me che ho più di mille idee!

Peggio di martedì

Io devo rivalutare il lunedì, ha una serie di cose a suo vantaggio che vorrei riscopriste con me.

Ok, c’è la sveglia la mattina, ma quella c’è tutti i giorni. Fa solo più impressione perché, se ci va bene, per due giorni non l’abbiamo sentita però magari la domenica abbiamo dormito di più e siamo comunque più riposati.

Tendenzialmente, uno lo affronta preparato: si sa che il lunedì è drammatico e quindi, carico pure dai due giorni precedenti, siamo rassegnati; si sa cosa ci aspetta e lo viviamo con un certo distacco.

Per chi ha una storia extraconiugale (magari in ufficio) tornare sul “luogo del delitto” o non essere sotto osservazione h24, decisamente rende liberi.

Generalmente è il giorno del calcetto o della palestra e quindi ci si ricarica di energie.

Non si esce la sera, o almeno io non esco: è un principio a cui ho contravvenuto solo un paio di volte e perché ne valeva veramente la pena, ma tendenzialmente la certezza di stare a casa, sul mio divano, mi riempie di gioia.

Pensateci, non è così male soprattutto se confrontato al martedì quando:

  • si è incastrati in mezzo alla settimana;
  • mancano troppi giorni al week end e già si è dimenticato quello precedente;
  • cominciano i primi scazzi con la relazione extraconiugale perché, dopo l’entusiasmo di essersi rivisti, parte l’ansia da organizzazione “si va bè, ma quando ci vediamo vediamo!”;
  • l’acido lattico post palestra si fa sentire;
  • cominciano le uscite infrasettimanali e l’accumulo inevitabile di sonno, con il divano che ci guarda solitario.

Vi ho convinti?! No?! Peccato, intanto affrontate questo martedì, se avete coraggio.